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| Prese cautamente tra le mani il libro di Claire; lo guardava in modo intimidatorio, e Sander sostenne lo sguardo, ma senza sfidarlo. Lo aveva gia' capito che la ragazza teneva molto ai libri, e alla cultura in generale. Non avrebbe fatto nulla per dare preoccupazione alla giovane.
Ricordava quando metteva piede nella caotica biblioteca di Boris: aveva libri di ogni genere e grandezza che occupavano anche il pavimento. Tanti, tantissimi fogli sparsi sulla piccola scrivania, tra le pagine dei libri - e ovviamente, il pavimento. Le parole del vecchio risuonarono evanescenti, quasi, nella sua testa: mentre il piccolo Sander stava attento a non calpestare nulla o a creare qualche catastrofe in quell'ambiente angusto e familiare, lui diceva: << Non c'e' bisogno, Sander. Sono cosi' mal ridotti che non ho paura si rovinino ulteriormente. Basta solo evitare di calpestarli, sputarci sopra, bruciarli e zozzarli, coprendo le parole. Per il resto puoi farne quello che vuoi.>> Conosceva Boris da quando era molto piccolo: vi andava per lo piu' per studiare. Con quell'uomo non aveva avuto un vero e proprio rapporto di socievolezza, perche' sembravano entrambi poco inclini alla a conversare. Si scambiavano solo riflessioni -che sfociavano pero' nel lato umano. Rimaneva volentieri con lui per evitare di stare troppo con la famiglia. Per alcuni argomenti era particolarmente svogliato. Gli interessavano solo per argomentare i motivi per cui li detestava; Boris pero' non lo forzo' mai a leggere qualcosa che andasse contro la sua sincera volonta'. In quella biblioteca aveva formato gran parte della sua istruzione.
Ma Sander odiava stare rinchiuso, e se poteva leggeva fuori, tra le incontrastate foreste nordiche. Si sedeva sotto la chioma protettrice di un albero, vicino a un corso d'acqua; oppure, quando non voleva farsi trovare, saliva su un ramo partocolarmente robusto, e si nascondeva per poter stare in tranquillita' con per fatti suoi. Ma non era stato solo un bambino che amava leggere: la sua natura impetuosa emergereva sempre, ed esigeva di lasciare la lettura o lo studio per essere accontentata.
Ma i problemi si moltiplicavano, giorno dopo giorno. Il malessere familiare lo braccava sempre.
E poi fu morso. E molte cose erano cambiate, da allora.
Tenne gli occhi fissi per un momento sulla copertina: La Filosofia di Aristotele. Ricordava esattemente, nonostante fossero parecchi anni che non leggeva neanche piu' il nome di Aristotele, di averlo letto. Il vecchio (che aveva rinunciato ad insegnare il greco al ragazzo, oltremodo contrario nell'apprendimento di questa) gli aveva procurato il libro, e lui l'aveva letto con viva attenzione. -affiancato al rigetto per il greco, si affiancava un apprezzamento per il latino. Boris adorava gli autori greci e latini; mentre lui era stato piu' un divoratore d'altro genere. Lo sfoglio' dolcemente - con quelle mani che sembravano incapaci di gesti gentili, e noto' che era pulito, immacolato: invece lui, la prima volta che aveva sfogliato quel libro, era stato su pagine ruvidissime, impolverate e consumatissime, con parecchi segni di strappi ai bordi.L'ho letto, tanto tempo fa. Ero piu' giovane di voi adesso. Disse, pacatamente. Il suo tono gutturale sembrava meno spaventoso e piu' tondo, ma conservava sempre quella roca enigmatica venatura. Parlarono per qualche minuto circa il libro, in quella che si rivelo' una piacevole conversazione per entrambi. Non prolungo' oltre l'agonia di Claire, restituendole quindi il libro, assieme ad un mezzo sorriso di cortesia.Che schifo stare senza firma. QUOTE Marco says it was "personal problems", Anette says it was "the smoke", and Tuomas says it was "the fans". Spirito di gruppo. |
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