| Una luna irregolare si stagliava in un cielo perfetto,quasi finto, ed era l’unica testimone di una delle più grandi tragedie della storia. Si limitava ad osservare, “brillando” nella sua pallida luce, ciò che davanti a lei accadeva. Una luna onnipresente,di giorno e di notte. Il tonfo sordo di un corpo esile,che da pochi istanti aveva esalato l’ultimo respiro,riecheggiò nella piazza. Il tonfo sordo di un cadavere maschile,caduto con la stessa grazia di una foglia autunnale che si appresta a dir addio al suo amato albero. Il nome di una donna sussurrato,un sospiro flebile,impercettibile. Poi più nulla. L’intera piazza trattenne il respiro. Un'altra figura,dai lineamenti femminili,si inginocchiò accanto il ragazzo. Fece scorrere le sue lunghe dita affusolate sul petto del ragazzo soffermandosi prima sulla ferita e successivamente sul polso. Gesti meccanici,soliti di una persona che più e più volte si era apprestata a ripeterli. Un sorriso soddisfatto le si dipinse sul volto,completamente inebriata dal profumo del sangue. Strinse il manico del coltello e affondò le unghie nel braccio del ragazzo. Avvicinò il suo viso a quello del ragazzo,facendo scivolare la lama del pugnale fino al suo collo. Sollevò il capo per pochi istanti,guardandosi attorno,silenziosamente,con gesti appena accennati.
Erzebeth. Erzebeth. Cosa diavolo fai?
In pochi istanti il sipario calò,separando i due attori dal resto della piazza,che aveva ripreso le sue normali attività. -Erzebeth,cosa diavolo volevi fare?- Sbottò una figura maschile,con preoccupazione e paura. Era un uomo alto,dai lineamenti prettamente francesi,gli occhi chiari,così come i capelli. Ma nonostante il suo aspetto angelico quell’uomo riusciva ad incutere alla gente un timore particolare,assai raro. Anche solo il suo odore incuteva paura. ”Quello che ogni brav’attore deve fare, Ludwig, recitare.” Il tono della donna era pacato,di una calma innaturale. Dopotutto non aveva fatto nulla di male. Solo recitato. Imitato la realtà alla perfezione,fino a fondersi con essa. L’uomo,Ludwig,rimase spiazzato. Non aveva idea di come poter ribattere, si sentì così sciocco... per un momento aveva quasi pensato che la donna fosse stata in grado di uccidere veramente,quell’uomo. Abbassò lo sguardo sul pavimento,spalancando di poco la bocca. -Comunque sia... non era nel copione tutto ciò. La prossima volta vedi di attenerti ad esso.- Rispose,con freddezza,prima di girarsi per accertarsi che l'altro attore stesse bene, per raggiungere il palcoscenico dove il sipario,pochi minuti dopo,si sarebbe rialzato per il saluto finale. La donna non aggiunse altro,e prese la direzione opposta a quella dell’uomo, fino a raggiungere il suo spartano camerino. Era posizionato in uno dei vicoli che collegavano la piazza centrale della città con altre strade di secondaria importanza. C’era solo uno specchio,messo lì per concedere all’attrice un rapido sguardo a sé stessa,prima di salire sul palcoscenico, e una cassa,poco lontana dalla specchiera,dove erano riposti i pochi vestiti oltre l’unica maschera e l’unico ventaglio posseduti da Erzebeth. Sollevò il coperchio e afferrò il cofanetto contenente il ventaglio. Lo accarezzò,malinconica, quindi lo ripose nuovamente nella cassa e la chiuse a chiave. Con un sospiro si avviò verso la piazza.
In quell’istante il sipario si alzò per il saluto da parte degli attori. Erzebeth,l’attrice principale di quella tragedia,non si era presentata sul palco.
Edited by Eledhwen~ - 13/9/2008, 13:32 |