•†»Wolves In Paris«†• -- XVIII Century

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La tragédie
Eledhwen~
view post Posted on 13/9/2008, 10:09Quote

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Una luna irregolare si stagliava in un cielo perfetto,quasi finto, ed era l’unica testimone di una delle più grandi tragedie della storia. Si limitava ad osservare, “brillando” nella sua pallida luce, ciò che davanti a lei accadeva. Una luna onnipresente,di giorno e di notte.
Il tonfo sordo di un corpo esile,che da pochi istanti aveva esalato l’ultimo respiro,riecheggiò nella piazza. Il tonfo sordo di un cadavere maschile,caduto con la stessa grazia di una foglia autunnale che si appresta a dir addio al suo amato albero. Il nome di una donna sussurrato,un sospiro flebile,impercettibile. Poi più nulla. L’intera piazza trattenne il respiro.
Un'altra figura,dai lineamenti femminili,si inginocchiò accanto il ragazzo. Fece scorrere le sue lunghe dita affusolate sul petto del ragazzo soffermandosi prima sulla ferita e successivamente sul polso. Gesti meccanici,soliti di una persona che più e più volte si era apprestata a ripeterli. Un sorriso soddisfatto le si dipinse sul volto,completamente inebriata dal profumo del sangue. Strinse il manico del coltello e affondò le unghie nel braccio del ragazzo. Avvicinò il suo viso a quello del ragazzo,facendo scivolare la lama del pugnale fino al suo collo. Sollevò il capo per pochi istanti,guardandosi attorno,silenziosamente,con gesti appena accennati.

Erzebeth.
Erzebeth.
Cosa diavolo fai?

In pochi istanti il sipario calò,separando i due attori dal resto della piazza,che aveva ripreso le sue normali attività.
-Erzebeth,cosa diavolo volevi fare?-
Sbottò una figura maschile,con preoccupazione e paura. Era un uomo alto,dai lineamenti prettamente francesi,gli occhi chiari,così come i capelli. Ma nonostante il suo aspetto angelico quell’uomo riusciva ad incutere alla gente un timore particolare,assai raro. Anche solo il suo odore incuteva paura.
”Quello che ogni brav’attore deve fare, Ludwig, recitare.”
Il tono della donna era pacato,di una calma innaturale. Dopotutto non aveva fatto nulla di male. Solo recitato. Imitato la realtà alla perfezione,fino a fondersi con essa.
L’uomo,Ludwig,rimase spiazzato. Non aveva idea di come poter ribattere, si sentì così sciocco... per un momento aveva quasi pensato che la donna fosse stata in grado di uccidere veramente,quell’uomo. Abbassò lo sguardo sul pavimento,spalancando di poco la bocca.
-Comunque sia... non era nel copione tutto ciò. La prossima volta vedi di attenerti ad esso.-
Rispose,con freddezza,prima di girarsi per accertarsi che l'altro attore stesse bene, per raggiungere il palcoscenico dove il sipario,pochi minuti dopo,si sarebbe rialzato per il saluto finale.
La donna non aggiunse altro,e prese la direzione opposta a quella dell’uomo, fino a raggiungere il suo spartano camerino. Era posizionato in uno dei vicoli che collegavano la piazza centrale della città con altre strade di secondaria importanza. C’era solo uno specchio,messo lì per concedere all’attrice un rapido sguardo a sé stessa,prima di salire sul palcoscenico, e una cassa,poco lontana dalla specchiera,dove erano riposti i pochi vestiti oltre l’unica maschera e l’unico ventaglio posseduti da Erzebeth. Sollevò il coperchio e afferrò il cofanetto contenente il ventaglio. Lo accarezzò,malinconica, quindi lo ripose nuovamente nella cassa e la chiuse a chiave. Con un sospiro si avviò verso la piazza.

In quell’istante il sipario si alzò per il saluto da parte degli attori. Erzebeth,l’attrice principale di quella tragedia,non si era presentata sul palco.


Edited by Eledhwen~ - 13/9/2008, 13:32
 
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view post Posted on 14/9/2008, 13:46Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 21:54


Un'esile figura avvolta in un mantello scuro che l'avvolgeva interamente da capo a piedi, se ne stava ritta all'imboccatura di un vicolo; ai suoi piedi un piccolo cane seduto docile e silenzioso.

Aveva ascoltato tutta l'esibizione teatrale da quell'angolino nell'ombra, vicino al muro sporco di una casa, lontana dalla folla di spettatori, accalcata sotto il palcoscenico, desiderosa di vedere meglio gli attori in scena.
Lei non aveva nulla da vedere, perciò durante tutta la rappresentazione non le era dispiaciuta quella sistemazione discreta, dove le voci giungevano però chiare e ben distinte.

Ora la tragedia doveva essere terminata, poichè sentiva solo gli applausi e le ovazioni degli spettatori entusiasti che acclamavano l'alzata del sipario.
Si strinse ancor più stretta nel mantello e imboccò il vicolo a lei vicino, un braccio disteso per tastare le pareti ruvide, affinchè non smarrisse la via, il cane trottante al suo seguito.

Aveva percorso pochi metri quando sentì la sua spalla urtare quella di un altro passante, diretto nella direzione opposta alla sua.


Scusate

mormorò dispiaciuta

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Eledhwen~
view post Posted on 14/9/2008, 14:34Quote

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Uno scroscio di applausi. La tragedia sembrava essere piaciuta agli spettatori, probabilmente ne avevano viste così poche da non riuscire a distinguere una buona recita da una penosa...come quella...
Erzebeth affrettò il passo. Mai in vita sua aveva recitato davanti ad un pubblico così arido culturalmente. Quasi rimpiangeva di aver abbandonato la vecchia compagnia.
Dopotutto il suo posto era su un vero palcoscenico, con veri attori e con veri spettatori. Centinaia di nobili pronti ad acclamarli,a piangere e a ridere davanti il loro spettacolo. Centinaia di nobili pronti a dare una dritta alla sua vita. Erzebeth, la “grande” attrice. Erzebeth,che sognava di diventare come coloro davanti cui si esibiva.
Ed ora dove era finita? Su un palcoscenico fatto di assi traballanti,inchiodate come meglio riusciva, con una scenografia di cartone e stracci al posto dei vestiti. Nessun nobile l’avrebbe mai notata in quella piazza. Nessuno mai avrebbe realizzato il suo sogno. E sarebbe rimasta ciò che era...per sempre...

La donna gridò,nervosa. Sbatté con violenza la mano sul muro di mattoni e,lentamente,scivolò in basso, fino ad inginocchiarsi.

Qualche giorno prima si era diretta al più maestoso teatro parigino,in cerca di un lavoro.
Varcata la soglia d’ingresso, Erzebeth aveva sperato di ritornare alla sua vita di sempre,ma con un tocco di classe in più. Aveva sognato, osservando le attrici sul palco, di esibirsi come loro,in quel magnifico teatro d’oro e d’argento. Sogni andati in frantumi,una volta presentatasi. Chi poteva volere una donna povera e così mal conciata come lei,in un teatro come quello?Nessuno.
La cacciarono dal teatro,la picchiarono. La lasciarono in una stradina,ferita, a ripensare a cosa aveva appena fatto e a “ rallegrarsi” della loro bontà. Aveva spaventato il pubblico,dopotutto.
Si era vista costretta ad accettare quel ruolo. Ludwig,che gestiva il teatro,non le aveva neppure assicurato una paga. Ma in qualche modo doveva pur andare avanti…

Sentì,per pochi istanti, il contatto caldo di un corpo umano. Alzò appena lo sguardo,per osservare l’uomo - o la donna- che l’aveva urtata,per cercare di capire le sue intenzioni. Ciò che vide non le piacque per nulla. Una figura minuta,ammantata da capo a piedi si ergeva dritta affianco a lei,con la mano appoggiata al muro. Per quanto ne sapeva,quella figura poteva benissimo essere disposta a farle del male. Ebbe un momento di panico. Velocemente abbassò la mano,fino a toccare i ciottoli del vicolo, e iniziò a tastarli,in cerca di un qualsiasi oggetto utilizzabile per ferire,o anche uccidere. Quando strinse tra le mani un pezzo di vetro,la figura mormorò delle scuse.
Erzebeth sorrise,amabilmente.
“No,mi scusi lei.Non dovevo sedermi qui”
 
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view post Posted on 14/9/2008, 16:28Quote
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Sentì due suoni distinti: una voce cristallina,di donna rivolgerle cortese, a sua volta, delle scuse, ed il ringhio sordo del suo cane fedele.
Aggrottò leggermente la fronte, perplessa e turbata. Non percepiva altri suoni che annunciassero altre presenze al di fuori di sé stessa, la donna e l’animale; tuttavia quest’ultimo sembrava aver riconosciuto una minaccia gravare sulla sua padrona e ,deciso a proteggerla, emetteva quel minaccioso suono gutturale, pronto a scattare sul nemico nel caso questo avesse tentato qualche mossa azzardata. Che il pericolo provenisse da quella donna dalla voce tanto cordiale? Beatrice non scartò anche quell’opzione e per accertarsene si chinò, con il pretesto di calmare l’animale, ad accarezzargli la schiena, constatando così che, come aveva pensato, questo stava puntando proprio la donna seduta nel vicolo.
Puntò anch’essa gli occhi verdi, vuoti, perennemente aperti sull’oscurità, verso la parte di spazio dal quale erano provenute le parole della donna, ormai certa che fosse lei la ragione dell’agitazione del cane, e con un lieve e diffidente sorriso sul pallido viso, disse con voce che celava gran parte del suo turbamento


Non darebbe alcun fastidio Signora se io non fossi cieca, una qualsiasi altra persona l’avrebbe evitata..

Detto questo, restò in attesa della prossima mossa della dama, della sua risposta, le orecchie tese a captare il più basso e inconsueto rumore, e le gambe pronte a scattare in caso di necessità a fuggire

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Eledhwen~
view post Posted on 16/9/2008, 12:46Quote

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Il cane della figura emise un lungo ringhio. Evidentemente aveva captato il pericolo e non era per nulla disposto a farsi uccidere il padrone. Erzebeth continuò a sorridere,senza esitazioni.
”Oh,non avevo visto il vostro fedele cucciolo...E’ davvero un bel...cane”
Allungò la mano verso il quadrupede, cercando di accarezzarlo,ma il cane non accennava a smettere. La ritrasse indietro immediatamente,non aveva nessuna voglia di trovarsi la mano sanguinante o con qualche dito in meno.
La figura ammantata si chinò sul cane e cominciò ad accarezzargli la schiena,poi voltò il volto verso di lei.Parlò.Era una voce gradevole e giovanile, sicuramente appartenente ad una donna non molto più grande di lei, e le rivelò la sua cecità.Erzebeth si alzò,lentamente,appoggiandosi appena al muro,per evitare di cadere. Una sola mossa falsa avrebbe messo a repentaglio la sua vita.Dopotutto non sapeva ancora se fidarsi oppure no della donna,poteva benissimo fingere anche lei.Si lasciò scappare un gemito di sorpresa
”Vi chiedo scusa per la mia audacia madame,ho sicuramente toccato un tasto non gradevole per voi.”
Lentamente,con passi precisi e sicuri, si allontanò dal muro,per avvicinarsi alla donna.
”Tuttavia...”
Piantò i piedi a terra,le gambe appena flesse,il pezzo di vetro ben nascosto dietro la schiena
”ho da farle un'altra domanda audace... se lei permette,ovviamente”
Accennò ad un inchino,quindi continuò a fissare la donna,aspettando una risposta da parte di questa. Probabilmente stava osando troppo..
 
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Beatrice tornò a rizzarsi in piedi, mille sospetti e diffidenze nella mente.
Quella donna, nonostante avesse quella voce dolce e cordiale, a primo impatto non le piaceva affatto. Aveva come il presentimento che nascondesse qualcosa, un animo diverso da quello gentile ed altruista rivelato dalle parole.

Spostò il peso del corpo da una gamba all'altra, irrequieta. Se quella donna era intenzionata a farle del male avrebbe anche potuto difendersi, quello era un vicolo deserto in fondo, nessuno l'avrebbe vista trasformarsi; tuttavia avrebbe preferito evitare, fuggire le sembrava sempre l'opzione migliore nelle situazioni di pericolo. In quel modo avrebbe evitato di far del male a quella donna anche se lei, forse, non avrebbe esitato a farne a lei.

Abbozzò un sorriso forzato, e rispose alla domanda della donna


Chieda pure..

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Eledhwen~
view post Posted on 16/9/2008, 20:20Quote

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La donna sembrava agitata,forse anche più di lei. Spostava il peso da una gamba all’altra,nervosamente. Probabilmente anche lei stava architettando un modo per difendersi,in caso di pericolo. Vedere la persona davanti a lei in un evidente stato di agitazione,la fece calmare. Non poteva essere così pericolosa una persona che aveva paura di colei che le stava davanti. Soprattutto se aveva intenzione di aggredirla.
”Le dispiacerebbe venire più vicina a me?Vorrei vederla in faccia.Sa,di questi tempi non si sa più di chi fidarsi e di chi no”
La voce tremò appena,imbarazzata. Non era una domanda da fare,ad una persona a lei sconosciuta e che molto probabilmente apparteneva ad un rango superiore al suo. Ma era preferibile osare,che uccidere a sangue freddo una donna – soprattutto se poteva esserle utile ai suoi scopi -
Continuò a sorridere,affabile, avvicinandosi sempre di più alla donna,cercando di non badare al ringhio del cane,che aumentava sempre di più in intensità. Mentalmente maledisse il cane.Stava per mandare tutto all’aria.
 
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view post Posted on 17/9/2008, 16:13Quote
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Ascoltata quella richiesta pronunciata con voce titubante dalla donna,Beatrice si morse con forza il labbro inferiore, tormentata dall'incertezza. Spiazzata da quella richiesta, ora non sapeva se assecondarla o trovare una scusa qualsiasi per andarsene. Una parte del suo animo,quella più cauta e codarda, era propensa alla seconda opzione; mentre la parte restante, ingenua e audace, la spingeva a fare un passo in avanti e a levarsi il cappuccio del logoro mantello, così da soddisfare il desiderio dell’estranea.

Indecisa sul da farsi, sentiva il cane ancora irrequieto al suo fianco. Non aveva smesso di minacciare la donna con quel suono basso, ma non sembrava ancora sul punto di scattare per morderla. Ciò poteva solo significare che quella non aveva compiuto ancora alcuna azione arrischiata.

Fece un passo sicuro in avanti, decisa a seguire il suo candido istinto, e portate le mani alla testa, fece scivolare la leggera stoffa del mantello sui capelli scuri, scoprendo la crocchia in cui erano raccolti.

Il suo pallido volto restò libero da qualsiasi gioco di ombre creato precedentemente dal tessuto del cappuccio, mostrando così la graziosa fisionomia dai tratti delicati che lo caratterizzavano, disposta in un'espressione di innocenza quasi infantile. I grandi occhi verdi, luminosi ma privi di anima, conferivano ancor di più a quel viso ovale un po' scarno, un aspetto da fragile bambola di porcellana.


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7 replies since 13/9/2008, 10:09
 
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